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Parla un gruppo di genitori di Orentano in merito all’intervista alla rai sulle 7 coppie di gemelli

Castelfranco - Dopo la puntata de ‘La Vita in Diretta’ su Raiuno che si è interessata delle sette coppie di gemelli nella scuola media di Orentano, frazione di Castelfranco di Sotto, un gruppo di genitori ha diffuso alla stampa una propria lettera per denunciare una situazione non gradita avvenuta nella giornata in cui sono avvenute le riprese del servizio.

“Noi Genitori desideriamo esprimere tutta la riconoscenza e gratitudine per il personale docente e ausiliario della scuola di Orentano che il 24 Maggio scorso ha permesso la gioia di una esperienza
unica e singolare nella vita scolastica dei nostri figli e in particolare per quattordici alunni gemelli.
L’offerta da RAIUNO LA VITA IN DIRETTA di intervistare le sette coppie di gemelli è stata molto gradita anche a tutte le altre famiglie e il risultato finale ha portato gioia e soddisfazione a tutto il personale, alunni, famiglie e la gran parte della comunità.

E’ stato il senso di responsabilità e la sensibilità dei docenti che ha permesso il lieto fine di una festa che aveva preso una bruttissima piega e rischiava di far finire tutto con una figuraccia per l’intera scuola. Ci riferiamo all’atteggiamento aggressivo e arrogante nei contenuti e nei modi del preside Pietro Vicino che anziché attivarsi, come suo compito, per una conduzione serena di un lieto evento che avrebbe dato, come ha dato, una bella pubblicità alla scuola, ha chiamato addirittura i carabinieri gettando panico e sconcerto tra gli operatori RAI, insegnanti e alunni. Se era una persona seria doveva essere presente e collaborare. Non è la prima volta che si fa forte della forza pubblica invece di mediare di persona. A Livorno lo sanno bene e, forse, per questo sembrerebbe che gli hanno sfasciato l’auto con tante grazie e riconoscenti per il suo lavoro.

Siamo molto preoccupati per il futuro della scuola di Orentano, un gioiellino in un comprensorio un po’ greve e povero di proposte culturali. L’inviata di RAIUNO ha detto che nel suo lavoro vede molte scuole, ma non ne ha mai vista una che lavora bene così. E’ evidente che questo dispiace a qualcuno. Il preside Vicino dal primo giorno ha cambiato tutto ciò che da anni funzionava. Vuole smontare l’orologio. Saprà rimontarlo? Tutto questo dice proprio di no. I carabinieri, con tutto l’affetto e la stima che abbiamo per loro, non possono aiutarlo perché fanno un altro mestiere.

Essere preside non è un modo per scaricare le proprie frustrazioni sugli altri ma, compiere un importante servizio per una cosa semplice “la scuola” dove ci sono ragazzi in crescita e insegnanti dediti a questo giornalmente. Questi ragazzi poi saranno i cittadini di domani. Provvedere che il loro percorso sia almeno sereno non sarebbe poi così difficile. Qualcuno si chiede cosa sta dietro tutto questo ma, questo è un altro discorso”.

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Scritto da Redazione Pisa il 01 giugno 2010 nella categoria Attualità, VALDARNO. Puoi seguire i commenti a quest'articolo tramite RSS 2.0 feed RSS. Puoi lasciare un commento, o un trackback dal tuo sito/blog.
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