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Un mulino autogestito per rilanciare il settore cerealicolo

Valdera – La filiera va chiusa tutta. La CIA di Pisa rilancia: un mulino per sostenere il settore cerealicolo. Un mulino da realizzare in partnership coinvolgendo istituzioni e fondazioni bancarie, ma gestito direttamente dagli agricoltori anche attraverso le loro cooperative agricole.
“Sarebbe una risposta concreta e significativa – dicono Stefano Berti e Fabio Panchetti, rispettivamente presidente e  vice della CIA di Pisa – ad una situazione diventata insostenibile e che rischia, nel giro dei prossimi anni, di far scomparire dai nostri territori le colture del grano duro e del grano tenero”.

Nei silos ci sono migliaia di quintali di cereali stoccati e invenduti a causa del prezzo arrivato ai minimi storici di 14 euro al quintale.

“Infatti nelle aziende la situazione è drammatica, anche perché aggravata da una crisi generale del comparto che non è assolutamente alle spalle. Eppure con un quintale di grano si producono 90 chilogrammi di pane – rileva Panchetti -  ma un quintale di grano tenero viene pagato se va bene 14  euro, mentre il pane base costa da 2 a 2,50 euro al chilo.  E’ assolutamente falso che i rincari che stanno creando difficoltà alle famiglie sono causati dal prezzo della materia prima. Stesso discorso vale per la pasta. Con un quintale di grano duro  vengono prodotti 70 chilogrammi di pasta che, anche nella grande distribuzione, viene poi venduta anche  a 1,40 euro al chilogrammo. Da tempo parliamo di filiera corta e di chilometri zero. E’ necessario passare ai fatti anche per i cereali, concretizzando un progetto fortemente innovativo a livello regionale, un modello che credo poi potrà essere replicabile in altre realtà”.

In questo contesto la CIA rilancia il progetto del mulino che potrebbe nascere nei territori provinciali a maggior vocazione cerealicola come  Santa Luce o in Val Di Cecina. L’opera potrebbe essere anche frutto della sinergia con la vicina Livorno e quindi servire un’area ancora più vasta abbattendo ulteriormente i costi. Il mulino costituirebbe il primo passaggio e dovrebbe essere poi seguito da forni e pastifici, dimensionati alle esigenze locali, per la produzione di pane e pasta.

Secondo uno studio preliminare dovrebbe essere in grado di produrre farina macinare tre quintali l’ora ed in seguito  e con un ulteriore investimento potrà essere collegato ad una struttura in grado di produrre direttamente anche la pasta. In provincia di Pisa, ogni anno, vengono prodotti un milione di quintali fra grano duro (l’80%) e grano tenero (20%).

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Scritto da Redazione Pisa il 06 maggio 2010 nella categoria AREA PISANA, Economia. Puoi seguire i commenti a quest'articolo tramite RSS 2.0 feed RSS. Puoi lasciare un commento, o un trackback dal tuo sito/blog.
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