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F.A.C.E.: l’androide che si emoziona

Pisa – Si chiama FACE (Facial Automaton for Conveying Emotions) il sistema integrato ideato a Pisa grazie alla collaborazione tra la Fondazione Stella Maris e il Centro E. Piaggio dell’Università, per aiutare i bambini e gli adulti affetti da autismo – un disturbo mentale che colpisce un bambino ogni 150 – a uscire dall’isolamento emotivo.

Cuore del sistema è un androide di genere femminile, una signora di tranquilla eleganza e soprattutto molto espressiva: per la sua natura artificiale, con lei la comunicazione è nettamente semplificata e ridotta rispetto a quella umana e quindi il soggetto con autismo può concentrarsi su un numero limitato, riproducibile e modulabile di espressioni emotive. Nelle sedute sotto l’attenta regia di un terapista, l’androide (realizzato con Hanson Robotics di Dallas e l’Accademia di Carrara) cerca di innescare con il paziente possibili interazioni sociali. Il paziente, indossati un berretto dotato di sistema di cattura della direzione dello sguardo e un corsetto (realizzato da Smartex) per la rilevazione di parametri fisiologici (analizzati dall’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR Di Pisa) connessi allo stato emotivo, riesce a migliorare l’orientamento del suo sguardo e a riconoscere le emozioni espresse dal volto della sua interlocutrice robotica, per poi imitarle. Il sistema integrato che deriva dall’interazione, videoregistrata, tra l’androide e i sistemi indossabili, quindi non intrusivi, di rilevazione si propone di definire un protocollo riabilitativo basato sull’imitazione e sulla reciprocità sociale ed emotiva.

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Scritto da Redazione Pisa il 14 aprile 2010 nella categoria Attualità, PISA, Prima Pagina. Puoi seguire i commenti a quest'articolo tramite RSS 2.0 feed RSS. Puoi lasciare un commento, o un trackback dal tuo sito/blog.
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