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Casa: nuovi contratti agevolati per gli universitari

Il contesto:
La situazione abitativa degli studenti universitari su Pisa è fortemente condizionata da un mercato degli alloggi in cui risulta applicato in misura nettamente prevalente il contratto libero e in cui l’elevato numero di alloggi sfitti (circa 4mila di cui almeno 1400 effettivamente disabitati, funzionali all’innalzamento dei prezzi sul mercato) porta molti studenti ignari dei propri diritti a stipulare affitti in nero.
Tale scenario, inficiato dalla liberalizzazione del mercato delle locazioni, ha garantito negli anni alte rendite dagli investimenti nella proprietà immobiliare e un numero sempre maggiore di speculazioni.
Lo strumento dell’accordo territoriale dimostra, in un contesto del genere, ben poche possibilità di sviluppo pratico al servizio dei bisogni degli studenti universitari affittuari e fortissimi limiti che hanno pesantemente condizionato il rapporto fra movimenti studenteschi, amministrazione comunale, sindacati territoriali degli inquilini.
I movimenti studenteschi, in modo particolare con la mancata firma all’accordo del 2004, hanno inteso segnalare il proprio disagio verso politiche per nulla dinamiche nel campo della casa e hanno cercato di porre all’ordine del giorno del dibattito in città la difficile condizione abitativa degli studenti affittuari, considerabili come indubbie componenti sociali poco avvantaggiate.
Il processo di stipula dell’accordo territoriale 2010 costituisce, proprio per questa ragione, un’ultima finestra d’ascolto e di sano confronto solo se legato a pratiche politiche e impegni chiari da parte dell’istituzione pubblica locale, chiamata a monitorare la situazione e a porre in essere le politiche atte ad evitare l’esclusione sociale tramite le politiche della casa.
Proprio a quest’ultima si richiede di manifestare pubblicamente e sottoscrivere i seguenti impegni.

Gli intenti:
Il Comune di Pisa riconosce come ineludibile la convocazione della Conferenza Università-Territorio (CUT), tavolo di discussione permanente e perno dei rapporti fra componenti accademiche e cittadine, entro un mese dalla firma dell’accordo territoriale, ponendo all’ordine del giorno l’esame delle condizioni abitative degli studenti universitari. Nel far ciò, risulta chiara la necessità di radunare la Consulta Comunale degli Studenti Universitari e di riformulare in sede di Statuto municipale la stessa formazione dell’organo, che potrà avere legittimità e credibilità maggiore tramite il legame col Consiglio degli Studenti dell’Ateneo. Ciò per favorire la partecipazione democratica alla definizione dei relativi programmi d’attività e decisioni strategiche.
Il Comune di Pisa ritiene inevitabile la trattazione permanente del tema delle case sfitte entro ottobre 2010 in un gruppo di lavoro legato alla CUT, alla Consulta Comunale, all’Osservatorio delineato dall’accordo, anche per mezzo di strumenti di monitoraggio costante e sanzioni (dalle multe amministrative alla concreta strutturazione dell’Agenzia della Casa, de facto ancora inesistente).
Il Comune di Pisa ritiene altresì necessario produrre le maggiori e più opportune facilitazioni possibili per i proprietari di casa che sceglieranno di destinare propri immobili all’Agenzia della Casa o all’affitto tramite la considerazione del Contratto Concordato, fra cui importanza fondamentale può rivestire l’ICI all’aliquota minima possibile per gli alloggi soggetti a canone concordato.
Il Comune di Pisa considera inoltre evidente il bisogno di gestire il patrimonio immobiliare pubblico, di costruire un concreto partenariato informativo verso gli alloggi privati gestiti col canone concordato, integrando dati, costruendo indagini specifiche, valorizzando il patrimonio di esperienze, soggetti sociali e sindacali, istituzionali, controllando gli interventi edilizi attraverso l’Osservatorio sulle Condizioni Abitative costituito nel minor tempo possibile in applicazione dell’Accordo territoriale.
Il Comune di Pisa, a tal fine, è caldamente invitato a prestare attenzione a tutti quei bandi nazionali e territoriali, non ultimo quello dell’ANCI -Associazione Nazionale Comuni d’Italia-, che garantiscono alle “città universitarie” una serie di fondi di finanziamento relativi a servizi per il Diritto allo Studio, rapportandosi con le migliori esperienze delle altre sedi universitarie della Toscana.
Il Comune di Pisa dichiara tutta la propria disponibilità ad impegnarsi con precisione ed attenzione, sottoscrivendo tale Dichiarazione prima della stipula dell’accordo territoriale.

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Scritto da Redazione Pisa il 27 aprile 2010 nella categoria Attualità, Economia, PISA. Puoi seguire i commenti a quest'articolo tramite RSS 2.0 feed RSS. Puoi lasciare un commento, o un trackback dal tuo sito/blog.
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