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E.L.S.A.: nuove tecnologie per la salute dei polmoni

Pisa – Con la nuova macchina che studia le malattie respiratorie si potranno evitare manovre invasive e la collaborazione del pazienze; impossibile quando la funzione respiratoria del paziente è compromessa dalla malattia.
Una tecnica nata dallo studio delle emissioni acustiche nella combustione e che è stata applicata anche ai “suoni” polmonari: osservando come cambia a seconda dei processi il rumore della fiamma che brucia si può usare anche il “rumore” del respiro come elemento diagnostico. Energy Lung sound analysis è nata in casa Enel e si è avvalsa della collaborazione dell’azienda ospedaliero-universitaria pisana, e nello specifico degli specialisti dell’unità operativa pneumologia II del dipartimento cardio-toracico di Cisanello, dove la sperimentazione con questa tecnica ha coinvolto 200 pazienti.
A presentarla ieri, al centro ricerca Enel di Pisa, sono stati l’ingengner Gennaro de Michele, responsabile della struttura, il direttore e un medico dell’unità operativa di pneumologia, Nicola Ambrosino e Soo-Kyung Strambi, e Novella Pellegrini di Enel cuore Onlus, che ha sostenuto l’iniziativa.
Colombo voleva trovare le Indie e finì per scoprire le Americhe -ha detto De Michele-: per noi è andata un pò così. Studiando le emissioni acustiche sui fenomeni di combustioni nelle centrali elettriche, per valutarne l’instabilità, si è approdati alla sperimentazione di questa tecnica anche per il respiro. E’ un pò come quando il medico diceva di dire 33“.
Dalla realizzazione di un prototipo è nata l’idea di una applicazione più estesa. La macchina (un microfono che si appoggia semplicemente alla gola, un monitor ed un video) ora ha una altezza d’uomo, ma è già pronto un modello nuovo ridotto della metà, mentre l’obiettivo futuro è quello di arrivare alle dimensioni di un cosidetto holter cardiaco, applicabile a casa e in telemedicina. Il tutto si deve ad Enel cuore, la onlus che gestisce i fondi dell’azienda destinati a beneficenza e soliedarietà e che ha finanziato l’acquisto di altri cinque prototipi che saranno installati per la sperimentazione in quattro centri italiani ed uno americano, l’Harward mit di Boston.

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Scritto da Redazione Pisa il 28 aprile 2010 nella categoria Attualità, PISA, Prima Pagina. Puoi seguire i commenti a quest'articolo tramite RSS 2.0 feed RSS. Puoi lasciare un commento, o un trackback dal tuo sito/blog.
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