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A Pisa un pò di Saint Tropez

Pisa – Mare cristallino e stupende opere d’arte a Saint Tropez. Ma anche un profondo legame alle tradizioni culturali e religiose.
In particolar modo al santo pisano dal quale prende il nome, Caius Silvius Torpetius, meglio conosciuto come San Torpè.
Vissuto a Pisa sotto l’impero di Nerone fu torturato e ucciso in quanto cristiano.
La leggenda narrà che il corpo venne poi abbandonato insieme a un gallo e un cane, simboli dell’affronto subito dall’mperatore, alla foce dell’Arno e si arenò in un luogo non ancora ben identificato chiamato Sino, mentre la testa rimase a Pisa ed è ora conservata nella Chiesa di San Torpè.
Sono molte le nazioni che ancora oggi rivendicano il corpo del santo dimostrando ancor più la sua importanza.
Il culto del santo pisano si è rafforzato grazie anche ai numerosi miracoli che gli sono stati attribuiti.
Primo fra tutti quello del 29 aprile 1633. In quell’anno Pisa fu colpita da una grave peste ma grazie alle preghiere rivolte a San Torpè ne fu presto liberata.
Così ieri, giovedì 29 aprile, una delegazione proveniente direttamente da Saint Tropez è stata accolta in Comune. Una tradizione che si ripete ogni anno e che vede i pisani ricambiare la visita a Saint Tropez durante i festeggiamenti della “Bravade”, manifestazione storica in ricordo del passato militare della città.
Presente anche il Vicesindaco della città francese, Claude Bérard che ha ricordato “gli stretti legami che uniscono le due città”.
Il presidente del consiglio comunale Titina Maccioni: «Saint Tropez è straordinaria per il suo attaccamento alle tradizioni ed è questo che la accomuna a Pisa»

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Scritto da Redazione Pisa il 30 aprile 2010 nella categoria Attualità, PISA. Puoi seguire i commenti a quest'articolo tramite RSS 2.0 feed RSS. Puoi lasciare un commento, o un trackback dal tuo sito/blog.
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