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Via Marsala

Pisa - Dopo aver chiarito la netta contrarietà a ogni forma di illegalità e senza fare nessuna confusione di responsabilità, il Comune di Pisa sta affrontando da settimane la questione degli occupanti dal punto di vista sociale, senza che l’occupazione debba significare alcun vantaggio su tutti gli altri seguiti dai servizi Sociali.
Ieri le famiglie, singolarmente e senza nessun’altra forma di accompagnamento, sono state ricevute dalle assistenti sociali. Alcune di queste si erano già presentate alla verifica dei servizi sociali nei giorni scorsi, altre si erano negate e sono state sentite per la prima volta.
Le famiglie che occupano l’immobile di via Marsala sono otto: sette di queste si sono presentate ieri mattina al colloquio con le assistenti sociali mentre una ha comunicato di non poter venire per motivi di lavoro di lavoro.
Dai colloqui, che si sono protratti per tutta la mattinata di ieri, è emerso un quadro generale complesso, tutt’altro che univo e con alcuni aspetti paradossali: come risulta dai dati sintetici riportati di seguito, infatti, alcune delle famiglia occupanti, “scegliendo” la via dell’illegalità, si sono automaticamente messi nella condizione di non poter più aver diritto a servizi ai quali, invece, avrebbero potuto accedere.
L’altra cosa da sottolineare è che molti cittadini in lista d’attesa per una casa popolare sono in condizioni simili, se non peggiori, di quelle occupanti.

• Dei 7 nuclei familiari incontrati 5 sono stranieri regolarmente soggiornanti sul territorio italiano e 2 sono italiani.
• 5 nuclei familiari sono residenti nel Comune di Pisa, e 2 sono residenti rispettivamente a Ponsacco e a Cascina, e quindi seguiti dai servizi sociali di quei comuni.
• 3 nuclei familiari hanno lasciato l’abitazione nella quale vivevano per andare ad occupare l’immobile di via Marsala pur essendo assolutamente in regola con il pagamento del canone e intestatari di un contratto d’affitto di medio-lungo periodo.
• 1  nucleo familiare, su cui gravava uno sfratto per finita locazione, scegliendo di occupare l’immobile di via Marsala, ha verosimilmente pregiudicato la possibilità di accedere ad una casa popolare: lo sfratto per finita locazione, infatti, consente di acquisire molto punteggio e, quindi, di “scalare” posizioni in graduatoria. Tale possibilità è stata vanificata dalla scelta di occupare.
• Gli adulti che hanno occupato l’immobile sono 17 di cui 7 di essi hanno un regolare contratto di lavoro a tempo indeterminato (di cui 3 part-time).
• Dal punto di vista socio-sanitario vi sono 5 persone in situazione di invalidità civile dichiarata superiore al 50%, di cui due di particolare gravità.
• Con una delle famiglie ospitate vive anche un’anziana signora che è stata dimessa recentemente dall’Ospedale per una grave patologia e a cui i servizi sociali hanno suggerito di presentare domanda per il riconoscimento dell’invalidità civile.
• Un capofamiglia extracomunitario ha già usufruito dei benefici, in base alle normative vigenti, del Progetto Ministeriale SPRAR per rifugiati politici e richiedenti asilo.

I servizi sociali hanno proposto a tutte le famiglie occupanti incontrate residenti nel Comune di Pisa che si dimostrano in condizione di effettivo bisogno di iniziare, o riprendere, un percorso di auto individuale basato sulle specifiche esigenze e le diverse condizioni economiche di ciascun nucleo, come viene fatto per tutti i residenti, italiani e stranieri, nel Comune di Pisa.

La risposta da parte delle sette famiglie è sempre stata la stessa: “il Comune deve trovare una casa a tutti, inclusi i non residenti, altre forme d’intervento non c’interessano”.

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Scritto da Redazione Pisa il 21 maggio 2010 nella categoria Cronaca, PISA. Puoi seguire i commenti a quest'articolo tramite RSS 2.0 feed RSS. Puoi lasciare un commento, o un trackback dal tuo sito/blog.
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