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La manifestazione Canapisa non è il male assoluto della città

Pisa - A chi dà fastidio Canapisa? A tanti, anzi troppi.

Troppi i detrattori del Canapisa, oltre agli artefici (a destra) del proibizionismo e fautori di un rafforzamento delle istituzioni totali (carceri e manicomi, repressione come risposta alle problematiche sociali) spiccano la lista per Pisa vicina al vicesindaco e gli “Amici di Pisa”, che pare vivano in una dimensione parallela, in cui la auspicata “città più prospera di reddito e di anima più giusta” non è solo una illusione ma una pura mistificazione.

Pisa negli ultimi anni è peggiorata e non in termini di vivibilità o perché vengono effettuate iniziative come “il Canapisa” ma per la crisi capitalistica e per un provincialismo e per un bigottismo securitario sempre più spinto.
La crisi attraversa anche la nostra città dove sono in aumento: le famiglie indebitate che non arrivano a fine mese, i bisognosi di case, i casi sociali gestiti dall’Asl, i piccoli commercianti e artigiani costretti a chiudere bottega in quanto strozzati dalla grande distribuzione, la delocalizzazione industriale, insomma in breve la disoccupazione e l’assistenza sociale.

La prosperità di Pisa dovrebbe nascere dal lavoro e non dal precariato, oramai diventato sistema di “assunzione” all’università, al CNR, nella sanità, nella scuola, nelle aziende più o meno importanti, perfino nelle cooperative, assunzioni che con la prossima Finanziaria di fatto non ci saranno più.

Un precariato che rende più ricco chi lo è già: i baroni universitari, i piccoli e grandi capitalisti e che inequivocabilmente indebolisce le strutture pubbliche: un CNR sempre più povero, una università meno dispensatrice di sapere e sempre più cara ed elitaria, una scuola che genera ignoranza invece di essere “maestra di vita e di formazione”.

Un’anima giusta dovrebbe entrare nel merito della speculazione edilizia sulla pelle degli studenti universitari o delle 4000 case sfitte nella nostra città, un cartello immobiliare che aumenta i prezzi degli affitti e degli immobili.

Pisa è stata sempre città dell’accoglienza e della fratellanza, una città piena di associazionismo e di spazi sociali; negli ultimi anni invece una barbarie razzista ed intollerante, un securitarismo becero e una miopia culturale e sociale impedisce di fatto a tutti questi soggetti di espletare le proprie funzioni che ribadiamo sono funzioni sociali e agli studenti e agli stessi cittadini di usufruire di tutto ciò.

E’ evidente che la prosperità cittadina che gli Amici millantano va a vantaggio di pochi e l’anima giusta è quella tipica del benpensante che tratta i problemi sociali o con distacco o con le forze di polizia. Il concetto di democrazia degli Amici si commenta da solo nella proposta di far manifestare il “Canapisa” lontano dalla città: non visti né sentiti.

Quanto alle teorie anti-uomo, ognuno ha le sue da deprecare, gli Amici non sono i soli ad averne. Per noi sono le leggi come la “Bossi-Fini” che nega il diritto di asilo, la legge “Fini-Giovanardi” che riempie le galere di vittime del proibizionismo o il “pacchetto sicurezza” che introduce, contro ogni concezione di civiltà giuridica e ogni forma di stato di diritto, il reato di immigrazione clandestina.

Per noi anti-uomo sono le teorie del libero mercato che distrugge occupazione e ritiene il posto fisso un privilegio.
Infine sulla manifestazione del Canapisa. Noi non abbiamo mai visto una scritta per le vie della città ai lati del corteo di Canapisa, nè abbiamo memoria di fumogeni tirati in mezzo a famiglie a passeggio, abbiamo memoria dei volontari che hanno pulito Pisa dopo il passaggio del Corteo e hanno ripulito l’expo ieri.

Il Canapisa è e vuole esere una manifestazione di informazione e di outing sul proibizionismo delle droghe e sulla riduzione del danno che alcune di esse comportano, non è una manifestazione che istiga al consumo di droghe o alla perdizione dei giovani.

Per queste ragioni abbiamo partecipato e difeso Canapisa 2010.

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Scritto da Redazione Pisa il 01 giugno 2010 nella categoria Attualità, PISA, Prima Pagina. Puoi seguire i commenti a quest'articolo tramite RSS 2.0 feed RSS. Puoi lasciare un commento, o un trackback dal tuo sito/blog.
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