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Assunzioni fasulle ai danni di extracomunitari. In manette imprenditori e professionisti anche a Pontedera

Pisa – Registravano false assunzioni in società fittizie per ottenere la rone degli stranieri clandestini in cambio di soldi, ma l’attività, che avrebbe prodotto un giro d’affari di circa 400 mila euro, è stata scoperta e i carabinieri di Pisa e Pontedera hanno arrestato sette persone, mentre per altre tre è scattato l’obbligo di firma. Tutti sono accusati di associazione a delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina. Già 130 gli immigrati coinvolti che sono stati denunciati e ai quali verrà ritirato il permesso. In manette sono finiti il capo dell’organizzazione e un commercialista, in esecuzione di altrettante ordinanze di custodie cautelari in carcere, quattro imprenditori e un ragioniere (tutti agli arresti domiciliari) che producevano le false assunzioni in cambio di soldi dai clandestini.

Obbligo di firma invece per tre stranieri (un pakistano, un bengalese e un marocchino) che avevano il compito di procacciare i clandestini all’organizzazione. Il capo era un imprenditore di 64 anni, Enrico Galloppo, che incassava 3 mila euro da ciascun clandestino falsamente regolarizzato. I carabinieri ne hanno già rintracciati circa 130. In carcere è finito anche Fabio Mambrini, commercialista di 45 anni, che aveva il compito di preparare la falsa documentazione per l’ottenimento dei permessi di soggiorno. Ai domiciliari invece un altro ragioniere, Dante Matteoni, 50 anni, e gli imprenditori Antonio Sassano, 65 anni, Fabio Campigli, 47 anni, e Pinuccio Parenti 47 anni, tutti attivi nel Pisano, e Michele Volpe, 39 anni, di Casoria (Napoli). Per l’indagine, hanno spiegato gli inquirenti, sono state decisive le intercettazioni di circa 10 mila conversazioni telefoniche.

Neppure la visita in prefettura a Pisa del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, aveva intimorito Galloppo, che opera spesso all’estero, e che ieri è stato agganciato mentre accompagnava negli uffici del palazzo del governo uno straniero che doveva sbrigare le pratiche per il permesso di soggiorno. L’imprenditore è poi stato pedinato fino a stamani all’alba quando è scattato il blitz. I 130 stranieri fittiziamente assunti sono stati denunciati per falso ideologico e ora saranno avviate le pratiche per il ritiro del permesso di soggiorno. Sono per lo più bengalese, ma ci sono anche senegalesi, cinesi, egiziani e pachistani. Della banda, che operava soprattutto nelle province di Pisa, Lucca, Livorno e Napoli, ma anche a Prato e Firenze, facevano parte anche alcuni extracomunitari regolari, titolari di esercizi pubblici, che fungevano da punto di riferimento per chi aveva la necessità della regolarizzazione.

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Scritto da Redazione Pisa il 10 giugno 2010 nella categoria Cronaca, PISA, Prima Pagina. Puoi seguire i commenti a quest'articolo tramite RSS 2.0 feed RSS. Puoi lasciare un commento, o un trackback dal tuo sito/blog.
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