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San romano: raccolta di firme per salvare l’acqua

San Romano – Il comitato referendario contro la privatizzazione dell’acqua pubblica del Comprensorio del Cuoio inizierà la raccolta delle firme per i tre quesiti referendari il primo maggio dalle ore 9.00 e seguenti presso il Circolo Arci “Torre Giulia” a San Romano, durante le celebrazioni per festeggiare il primo maggio.

È fondamentale la sottoscrizione dei quesiti referendari per difendere un bene comune, di tutti, e per impedire che diventi una merce come tutte le altre.

Si ricorda che con il primo quesito referendario si propone l’abrogazione dell’art. 23 bis della Legge n. 133/2008, relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica.

È l’ultima normativa approvata dal Governo Berlusconi e stabilisce come modalità ordinarie di gestione del servizio idrico l’affidamento a soggetti privati attraverso gara o l’affidamento a società a capitale misto pubblico- privato, all’interno delle quali il privato detenga almeno il 40%. Abrogare questa norma significa contrastare l’accelerazione sulle privatizzazioni imposta dal Governo e la definitiva svendita, perché di questa si tratta, dei servizi idrici del nostro paese a privati ed a certe multinazionali.

Invece con il secondo quesito si propone l’abrogazione dell’art. 150 (quattro commi) del D. Lgs. n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), relativo alla scelta della forma di gestione e procedure di affidamento, segnatamente al servizio idrico integrato.

L’articolo definisce come uniche modalità di affidamento del servizio idrico la gara o la gestione attraverso Società per azioni a capitale misto pubblico privato o a capitale interamente pubblico.

L’abrogazione di questo articolo non consentirebbe più il ricorso né alla gara, né all’affidamento della gestione a società di capitali, favorendo il percorso verso l’obiettivo della ripubblicizzazione del servizio idrico, ovvero la sua gestione attraverso enti di diritto pubblico con la partecipazione dei cittadini e delle comunità locali. Darebbe, inoltre, ancor più forza a tutte le rivendicazioni per la ripubblicizzazione in corso in quei territori che già da tempo hanno visto il proprio servizio idrico affidato a privati o a società a capitale misto che hanno portato sempre e  solo all’aumento dei costi del servizio senza nessuna utilità ai cittadini, come nel caso di Arezzo ed Aprilia.

Infine, il terzo quesito si propone l’abrogazione dell’’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell’ “adeguatezza della remunerazione del capitale investito”

Poche parole, ma di grande rilevanza simbolica e di immediata concretezza, perché la parte di normativa che si chiede di abrogare è quella che consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio.

Così si invita la cittadinanza tutta a sottoscrivere i quesiti referendari e tutte le associazioni operanti nel Comprensorio del Cuoio a partecipare, in tutte le forme possibili, alla campagna referendaria.

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Scritto da Redazione Pisa il 28 aprile 2010 nella categoria Attualità, Politica, VALDARNO. Puoi seguire i commenti a quest'articolo tramite RSS 2.0 feed RSS. Puoi lasciare un commento, o un trackback dal tuo sito/blog.
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