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“Dipingere è come recitare” di e con Dario Fo

Il Grande Istrione, Dario Fo

Pontedera – Come ben si sa Dario Fo è tra i più illustri intellettuali del panorama internazionale, autore, attore, drammaturgo, costumista, regista, impresario e scenografo, un vero uomo di teatro a tutto tondo. Per i suoi lavori teatrali, rappresentati con successo in tutto il  mondo, riceverà  il premio Nobel per la letteratura nel 1997 con la seguente motivazione: “Perché, seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi.”

Nell’ambito della mostra “Pupazzi con rabbia e sentimento. La vita e l’arte di Dario Fo e Franca Rame” , il “grande istrione” terrà il suo spettacolo venerdì 16 aprile alle ore 21:15, presso il Teatro Era di Pontedera.

“Mi succede spesso mentre scrivo un testo per il teatro di ingripparmi nello svolgimento scenico del testo. Mi rendo conto che i personaggi non ‘quagliano’ come si deve, che i dialoghi e le azioni non hanno il giusto vigore o ritmo e mi trovo letteralmente in crisi. In questo caso non faccio altro che afferrare una penna da china, stendere più fogli di buona dimensione e carta da acquerello-tempera e incomincio a disegnare in grande le immagini con i personaggi che raccontano l’azione. Quindi al momento giusto inizio a pingere il disegno che si arricchisce sotto le sventolate del pennello carico di colore. Spesso mi accorgo che sto distruggendo un’immagine per sostituirla con un’altra di diverso peso e svolgimento, seguo con altri disegni su altre carte, ritaglio le figure, le incollo su cartoni colorati e spessi, li muovo, li capovolgo e alla fine ecco che finalmente la storia da rappresentare mi è chiara. Tutte queste immagini dipinte e graffiate, ritagliate e incollate, le ritrovate esposte nella mostra in gran numero.

Questa è una soluzione che funziona quasi sempre e non l’ho inventata io: prima di me l’hanno usata e sperimentata grandissimi artisti del Medioevo e del Rinascimento come Bosh, Bruegel, Michelangelo, Raffaello, Leonardo, Correggio, per non parlare di Tintoretto che usava per le sue indagini di impianto pittorico addirittura un teatro di proporzioni ridotte che riempiva di figure o, se preferite, pupazzi mobili che descriveva poi con il disegno e il colore su una tela. In questo spettacolo che metterò in scena per il pubblico di Pontedera racconterò di questa tecnica e di altri espedienti del far teatro dove scenografia, costumi, pupazzi e dipinti vivono e rappresentano lo svolgersi di quella stupenda magia che è la rappresentazione, di come si inventano soluzioni diverse che vanno dal coinvolgere il pubblico attraverso la provocazione scenica, le immagini, l’improvvisazione tanto vocale che visiva. Naturalmente al centro dello spettacolo ci sarà sempre la recitazione, le giullarate, ifabliaux e la conta comica e sarcastica dei comici greci, dei buffoni medievali e degli attori della Commedia dell’Arte. Sottolineo che non si tratta di uno spettacolo, come si dice in gergo, ‘stampato’, ma dove il coinvolgimento del pubblico servirà per improvvisare, spezzare i ritmi e inventare nuove soluzioni. Insomma: insieme si cercherà di creare il divertimento che in teatro è sempre costantemente quello che conta.”

Dario Fo

Biglietti in vendita da venerdì 9 aprile presso:

Teatro ERA  - Parco Jerzy  Grotowski, Via Indipendenza – Pontedera
Dischi Nardi – Corso Matteotti – Pontedera

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Scritto da Redazione Pisa il 12 aprile 2010 nella categoria Arte e cultura, Cinema e teatro, Eventi, PONTEDERA. Puoi seguire i commenti a quest'articolo tramite RSS 2.0 feed RSS. Puoi lasciare un commento, o un trackback dal tuo sito/blog.
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