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Terremoto in Garfagnana: prove tecniche di soccorso

Sasso Rosso, in Garfagnana

Firenze – Che accadrebbe se in Garfagnana si verificasse una scossa sismica di magnitudo 6,7 della scala Richter, capace di coinvolgere circa 400.000 persone, causando il crollo di oltre 200.000 abitazioni e, forse, centinaia di vittime? Se lo sono chiesti questa mattina i partecipanti alla riunione preparatoria di Terex 2010, che si è tenuta a Firenze presso il Consiglio regionale alla presenza dell’assessore regionale alla protezione civile, Marco Betti.
In inglese Terex è la sigla che significa esercizio di soccorso nel terremoto toscano, un’esercitazione internazionale che a fine novembre prossimo si terrà nelle province di Massa Carrara, Pisa, Lucca e Pistoia e vedrà protagonisti il sistema locale e regionale di protezione civile della Toscana che opererà fianco a fianco con la Protezione civile nazionale e con le organizzazioni gemelle di Francia, Austria, Croazia, Slovenia e Federazione Russa.
«Vi parteciperanno – spiega l’assessore Marco Betti – centinaia di volontari locali, tecnici ed esperti provenienti da vari Paesi europei. Si tratta di un progetto finanziato dall’Unione europea per il quale è stata scelta la Toscana, fatto di cui siamo ovviamente orgogliosi, visto che rappresenta un importante riconoscimento per le nostre organizzazioni, regionali e locali. Adesso siamo alla fase preparatoria ma al momento giusto sarà fornita un’adeguata informazione alla popolazione, la cui collaborazione sarà fondamentale».
I contenuti di Terex 2010 sono stati illustrati dall’ingegner Fabrizio Curcio, direttore generale dell’ufficio gestione emergenze della Protezione civile nazionale, presenti i rappresentanti delle prefetture e delle province, di Anci Toscana, del volontariato di protezione civile e del 118 regionale. Lo scopo dell’iniziativa è di rafforzare l’efficacia nella risposta ai disastri testando i modelli di intervento per ridurre i tempi di spiegamento delle squadre europee. L’obiettivo è anche quello di accelerare il processo decisionale a livello centrale e locale, oltre che a livello europeo e dare infine un’opportunità di apprendimento a tutti gli attori coinvolti negli interventi di Protezione Civile che operano in Europa, migliorando il livello di integrazione tra il sistema di protezione civile europeo e quello delle Nazioni Unite.
L’assessore Betti ha ricordato infine l’impegno della Regione Toscana nel promuovere uno studio progettato dalle facoltà di fisica e ingegneria dell’Università di Pisa, finalizzato al monitoraggio del radon nelle falde acquifere nella Garfagnana: un metodo che potrebbe fornire utili indicazioni per giungere alla previsione di eventi catastrofici come i terremoti.

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Scritto da Redazione Pisa il 13 aprile 2010 nella categoria Attualità, Prima Pagina. Puoi seguire i commenti a quest'articolo tramite RSS 2.0 feed RSS. Puoi lasciare un commento, o un trackback dal tuo sito/blog.
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