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Volterra: la vicenda dei “Cappuccini” nasce nel 2001

Volterra – La vicenda dei “Cappuccini” nasce nell’ormai lontano 2001, quando l’Istituto S. Chiara, in base ad un accordo con il Comune di Volterra, che lo avrebbe poi utilizzato in affitto, decide di intraprendere l’operazione di trasformazione dell’immobile. Il Santa Chiara stipula il mutuo, avvia il progetto, aggiudica i lavori consegnandoli a settembre del 2002, con l’impegno di completarli entro l’autunno del 2003. Pochi mesi e arriva il primo intoppo: si deve approvare una perizia suppletiva, perché non  erano stati presi in considerazione gli smaltimenti del linoleum e dell’amianto. A giugno del 2003, quindi a pochi mesi dalla consegna prevista, la Regione Toscana inserisce il Comune di Volterra in zona sismica. Il Santa Chiara, di fronte alla possibilità di un aumento costi, decide di non proseguire nell’operazione. Qui si entra nella storia recente, che ha portato il Comune di Volterra al centro di un’operazione dal risultato ancora incerto per la dilatazione di tempi e costi. Il Comune decide di rilevare il complesso dei Cappuccini, acquistando un cantiere dal futuro molto incerto con la permuta di un immobile di tutt’altre prospettive, che è la ex scuola elementare di Santa Chiara (prezzo stabilito di più di novecentotrentacinquemila euro), accollandosi, inoltre, anche il mutuo in essere. Gli incrementi dei costi si susseguono: si deve procedere ad un nuovo incarico di progettazione, di circa duecentoquarantamila euro, e ad una variante di progetto che prevede costi per duemilioni e cinquecentomila euro.

I lavori verranno poi ripresi soltanto a fine gennaio 2008, ma purtroppo senza tenere conto dell’esistenza del “patto di stabilità” che impone ai comuni un comportamento “monastico” nella gestione della spesa pubblica, e di conseguenza alle ovvie richieste economiche della ditta si dà seguito faticosamente e sempre in ritardo, fino al punto di dover addirittura sospendere i lavori. In tempi recenti il cantiere è stato riaperto anche per poter salvaguardare la parte dell’immobile che in teoria non doveva essere oggetto dell’intervento, ma che purtroppo col passare del tempo si era deteriorata fino subire dei crolli: dunque anche qui abbiamo una nuova spesa di circa duecentomila euro. A questo quadro sintetico si devono aggiungere alcune incertezze di percorso dovute alla speranza di ottenere fondi pubblici purtroppo mai arrivati e all’assenza delle opere di urbanizzazione, come la fognatura, mai preventivate.

Nonostante tutto questo la nostra Amministrazione pensa che il complesso de “I Cappuccini” debba rimanere una risorsa importante per Volterra, a patto però che ne sia accertata la “realizzabilità, ovvero la sostenibilità dei costi, che putroppo, in base alle recenti verifiche tecniche, sembra debbano ulteriormente lievitare, sommando ai circa duemilioni di euro già spesi poco meno di altri circa tremilioni di euro il tutto per avere una scatola vuota a cui a cui dover aggiungere arredi, impianti per la mensa ecc.ecc..

Dato che adottiamo la politica della trasparenza, siamo decisi a proporre alle opposizioni la formazione di una Commissione Consiliare che, coinvolgendo tutte le forze politiche, possa chiarire sotto ogni aspetto, anche il meno chiaro, i termini di un’operazione dai contorni purtroppo incerti, costata molto senza certezze di benefici ai cittadini volterrani e i cui risvolti rischiano di pesare duramente sul futuro della città.

L’Amministrazione Comunale

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Scritto da Redazione Pisa il 16 aprile 2010 nella categoria Attualità, VOLTERRA. Puoi seguire i commenti a quest'articolo tramite RSS 2.0 feed RSS. Puoi lasciare un commento, o un trackback dal tuo sito/blog.
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