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Pediatria ‘sigillata’, infermieri al lumicino e liste d’attesa infinite. Dalla Regione scelte da ripensare e intenzioni sul futuro da chiarire

Volterra – «Per fare dell’ospedale di Volterra una struttura sanitaria di primo livello, capace di erogare a “livelli di eccellenza” le prestazioni sanitarie indispensabili per il territorio di riferimento, è necessario che si ridiscutano alcune scelte errate e che la Regione chiarisca le proprie intenzioni sul futuro e le prospettive del presidio». Lo afferma il Vicepresidente della Commissione IV (Sanità) Stefano Mugnai ed il Consigliere Giovanni Donzelli (Pdl) che sull’argomento stanno già preparando un’interrogazione urgente sia al Governatore Enrico Rossi che all’Assessore al diritto alla salute Daniela Scaramuccia, così da ottenere risposte chiare e precise.

«E’ chiaro che l’Ospedale di Volterra – affermano Mugnai e Donzelli - deve essere un presidio sanitario in grado innanzitutto di tutelare i bisogni di salute dei cittadini che vivono in un’area disagiata quanto a collegamenti infrastrutturali, ma anche di mettere gli operatori sanitari in condizione di svolgere al meglio la propria attività».

Un traguardo da cui si è ancora ben lontani: «I problemi oggi come oggi sono molti e non lievi – continua il Vicepresidente Mugnai. Ad esempio, il reparto di Pediatria è stato trasferito dalla sua sede più ovvia, ovvero adiacente a quello Ostetricia alla Medicina Generale, in prossimità dell’astanteria. La struttura realizzata per ospitare la degenza pediatrica è isolata dal resto del reparto da porte ermetiche. Per i bambini e per i genitori i disagi sono notevoli. Come se non bastasse, il personale infermieristico della Medicina è chiamato ad operare contemporaneamente in Pediatria, formato a ciò con un corso di 4 ore. Solo che per entrare in Pediatria, l’infermiere di Medicina deve prima indossare indumenti monouso che talvolta mancano, in un caos che pregiudica la tempestività degli interventi sui piccoli pazienti».

Tutto qui? Macché: «L’ospedale è privo di una sala di rianimazione, nonostante che la condizione di “isolamento” di Volterra ne renderebbe fondamentale la presenza. La struttura Volterrana possiede due sale operatorie non obsolete. Solo che probabilmente una di queste verrà chiusa per mancanza di personale infermieristico di supporto operatorio, e questo nonostante gli interventi chirurgici siano in aumento del 30%. Un controsenso, legato probabilmente a un’esigenza di far tornare i conti del bilancio sanitario che spinge a tagliare le risorse umane in barba alla qualità e all’efficienza del servizio. Di questo passo – conclude Mugnai – cosa debbono aspettarsi dalla Regione per il proprio ospedale i cittadini di Volterra? Quale sarà la prossima tappa del depotenziamento? Magari la chiusura della degenza breve post-operatoria? O cos’altro?».

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Scritto da Redazione Pisa il 01 giugno 2010 nella categoria Cronaca, Politica, VOLTERRA. Puoi seguire i commenti a quest'articolo tramite RSS 2.0 feed RSS. Puoi lasciare un commento, o un trackback dal tuo sito/blog.
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