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Nuovo piano per le attività estrattive e di recupero delle cave varato dalla Provincia

Volterra – Pianificare l’intero settore delle attività estrattive dopo decenni senza vere regole; mantenere il giusto equilibrio tra fabbisogno, necessità di sviluppo e tutela ambientale; salvaguardare anche le esigenze imprenditoriali. Sono tutti obiettivi strategici quelli che si propone il “Piano delle attività estrattive, di recupero delle aree escavate e riutilizzo dei residui recuperabili della Provincia di Pisa”
(Paerp) o più semplicemente “Piano Cave”. Il consiglio provinciale ha adottato il primo stralcio, quello dedicato al territorio meridionale della provincia di Pisa, in particolare ai comuni di Santa Luce, Castellina, Riparbella, Montescudaio, Guardistallo, Casale, Monteverdi, Montecatini Valdicecina, Volterra, Pomarance, Castelnuovo Valdicecina.
Sono ora a disposizione i 60 giorni di legge per le osservazioni, dopo di che si andrà all’approvazione.

L’estrazione da cava di rocce e terreni ha varie finalità, da quelle per il recupero di materiali per usi industriali e costruzioni civili (sabbie e ghiaie, argille, calcari) a quelle per materiali ornamentali (a cominciare dall’alabastro). Il territorio provinciale pisano è quasi totalmente coinvolto da questa operazione, considerate le attività estrattive storicamente svolte proprio in Valdicecina, nei Monti Pisani e anche in Alta Valdera, zone queste ultime cui saranno riservati i prossimi stralci del Piano.

“Il materiale inerte di cava – spiega l’assessore provinciale all’ambiente Valter Picchi – costituisce una risorsa naturale non rinnovabile il cui utilizzo non pianificato ha creato in passato profonde ferite nel territorio, che stentano a rimarginarsi”.

Il Paerp si inserisce negli indirizzi del “piano cave” regionale (Praer). “Il piano provinciale – aggiunge l’assessore Picchi – definisce gli indirizzi che i Comuni dovranno seguire, modificando i propri strumenti urbanistici e le procedure di autorizzazione delle attività estrattive, per garantire un migliore sfruttamento della risorsa, ridurre gli impatti sul territorio (ad esempio non si potranno più sfruttare cave nelle piane alluvionali come quelle dello Sterza e dell’Era per non impoverire le falde acquifere e il trasporto solido dei fiumi) e consentire un adeguato ripristino ambientale delle aree dismesse”. Un’importante possibilità concessa alle aziende è proprio quella di realizzare ripristini di cave dismesse estraendone e commercializzandone fino al 30% del volume storico estratto: in questo modo si rende economicamente conveniente per i privati un’attività di miglioramento ambientale che probabilmente nessun Comune è in grado di affrontare con le proprie finanze; e al tempo stesso si recupera inerte che altrimenti dovrebbe essere estratto in posti nuovi.

Per l’area interessata dal primo stralcio, oltre ad alcune riserve, sono inclusi nel piano questi siti di inerti di qualità (con un’indicazione sommaria della località per una maggiore comprensione): nel comune di Volterra, Ulignano, Cerri Bassi, Montescuro (conglomerato); nel comune di Montecatini Valdicecina, Mocajo, Beretta, La Serra (conglomerato), Fortezza (ghiaia e sabbia); nel comune di Castelnuovo, Buca del Paladino (diaspro); nel comune di Pomarance, Santa Emilia e Turbone (conglomerati); nel comune di Montescudaio, Le Basse (ghiaia e sabbia); nel comune di Riparbella, Rialdo (basalti); nel comune di Guardistallo, Aizzi e Montermoli (conglomerati). Giacimenti di materiali da riempimenti sono invece stati individuati nei comuni di Castelnuovo (Poggio di Granchio), Castellina (Aia Vecchia), Montecatini (Barbiano), Pomarance (Valle Secolo, Casettone, Gabbri), Santa Luce (Riseccoli), Riparbella (Cava Rialdo) e Volterra (Madonnina di Sensano). Ulteriori siti di materiale industriale (gesso) nel comune di Castellina: Gesseta, Le Fornie, Le Tane.

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Scritto da Redazione Pisa il 04 giugno 2010 nella categoria Dalla Provincia, VOLTERRA. Puoi seguire i commenti a quest'articolo tramite RSS 2.0 feed RSS. Puoi lasciare un commento, o un trackback dal tuo sito/blog.
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